Di Dino Bertocco

Tempo scaduto per i discepoli di Bimbominchia e gli adepti del Partito Dissipatori (di consenso e voti). Ora l’alleanza sociale, popolare e riformista, per il Progetto di rinascimento politico-culturale e programmatico
Si annunciano le Elezioni regionali e ci dobbiamo sciroppare l’ennesima sceneggiata da mercatino dell’usato: si scambiano alleanze partitiche fasulle e strapuntini immaginari a Palazzo Ferro Fini: siccome latitano visioni e programmi realistici e credibili, sono dominanti la dissimulazione, l’ipocrisia, la millanteria (soprattutto da parte dei soggetti che vantano un (presunto) potere negoziale nel prefigurare candidature ed organigrammi.
Interromperla tempestivamente diventa un’azione necessaria e meritoria onde evitare che lo ‘spettacolo’ provochi un’ulteriore diffusione della nausea tra i cittadini-elettori veneti e la conseguente diserzione dalla urne nell’incipiente appuntamento.
Abbiamo dovuto dapprima sorbirci la Telenovela a reti unificate del psicodramma del Quarto mandato con le immancabili geremiadi dei leghisti inconsolabili, futuri orfani del ‘loro’ Presidente che, arrivato sulla soglia dei 20 anni a Palazzo Balbi (con un intermezzo ministeriale all’Agricoltura) e di svariati milioni di euro di retribuzioni per la carica, si è incapponito a rivendicare la cancellazione del vincolo dei mandati.
Successivamente, nel corso dell’inverno, ci è stata data la notizia ‘confortante’ di una selezionata rappresentanza del Centrodestra veneto che si è seduta al capezzale dell’Ente Regione dando vita al rito della ‘Magna porcatio’, accingendosi cioè a spartirsi le spoglie di quello che rimane di una Realtà Istituzionale impoverita e dimagrita a fronte di un’assoluta incapacità di interpretare lo sconquasso geopolitico ed il mutamento sociologico che hanno investito anche il Veneto.
Ed ora potevamo farci mancare l’entrata in campo della ‘squadra avversaria’ del Centrosinistra, in realtà rappresentante un Gruppo di panchinari riservisti che da diverse legislature non lasciano tracce visibili del loro passaggio in Canal Grande, ma soprattutto hanno operato evitando accuratamente di dar vita nei banchi del Consiglio Regionale ad un’Opposizione in grado di farsi riconoscere come una possibile alternativa di Governo, passando alla piccola storia locale come la compagnia del ‘Si critico’, cioè subalterni se non succubi dello strapotere leghista.
Costruire l’alternativa
Sull’operato del Centrodestra possiamo sottoporvi a supporto del nostro giudizio spezzante due documenti che illustrano dapprima le ragioni che motivano la necessità di formare e promuovere una nuova classe dirigente ed a seguire una proposta compiuta su una metodologia per lSulla funzione residuale e misconosciuta ai cittadini-elettori veneti del Centrosinistra vi basti la tabella sconcertante e sconfortante che segue, e che mi esimo dal commentare perché è sicuramente autoesplicativa, ma soprattutto voglio evitare di procurarmi delle inimicizie.a elaborazione di una strategia alternativa all’attuale Governo regionale.
- Una classe dirigente per la governance della complessità
- Verso le Elezioni regionali. Call to action and cognitive mobilization
Comprendere la causa delle sconfitte
Sulla funzione residuale e misconosciuta ai cittadini-elettori veneti del Centrosinistra vi basti la tabella sconcertante e sconfortante che segue, e che mi esimo dal commentare perché è sicuramente autoesplicativa, ma soprattutto voglio evitare di procurarmi delle inimicizie
I numeri del fallimento
| anno elezioni regionali | Numero votanti | Percentuale |
| 2005 | 1.138.631 | 42,35 |
| 2010 | 738.761 | 29,08 |
| 2015 | 503.147 | 22,74 |
| 2020 | 385.768 | 15,72 |
Ora, voi penserete: vabbè, dal Centrodestra non possiamo aspettarci bilanci e riflessioni sulla loro attività di Governo per la semplice ragione che ritengono di godere di un consenso granitico cementato da una ossessiva propaganda garantita dall’asservimento dei media locali e focalizzata sul mantra autoassolutorio della ‘Autonomia mancante perché non concessa da Roma’, e dalla coltivazione clientelare della propria costituency socio-elettorale.
Ma quelli dell’Opposizione, dai, si staranno scervellando per capire la cause profonde dell’ininfluenza ed inconcludenza della loro azione! In fin dei conti in un ventennio sono stati abbandonati da oltre 750.000 elettori.
Ebbene no, la loro principale preoccupazione di questo periodo, e non ne fanno mistero, non è quella di sottoporre ad una sistematica revisione la struttura organizzativa, la composizione delle alleanze sociali e politiche e del progetto di governo con cui prepararsi ad una campagna elettorale convincente per i cittadini veneti, bensì dedicarsi ad un lavorio sotterraneo per cercare nuovi piloti da mettere alla guida di un’auto semplicemente scassata e del tutto inadatta non dico a vincere, ma almeno a partecipare alla gara.
E’ così che i cronisti locali danno conto della raccolta figurine (absit iniuria verbis) di Candidati alla Presidenza ed al Consiglio Regionali, suscitando sorrisi, sarcasmi, giudizi sprezzanti, ma anche tante attese e ‘soddisfazioni’ per le/gli ego ipertrofiche/ci di personaggi e personaggetti pubblici che possono godere – come direbbe Andy Warhol – dei loro 15 minuti di celebrità sul palcoscenico della vanità per la partecipazione al casting.
E tutto questo avviene nei microcircuiti dell’amichettismo, con piccoli guru e trame di piccolo cabotaggio, che hanno però il potere di distruggere i contenuti ed i luoghi della Politica, svuotando di conseguenza anche la funzione delle Istituzioni deprivate della progettualità che le dovrebbe orientare e della legittimità che le dovrebbe supportare con il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini.
Ecco spiegato il significato e gli obiettivi che, giunti a questo punto, si pone il Giornale del Veneto con l’iniziativa dell’8 aprile p.v. sul tema: “Equità sociale: La visione riformista sapienziale oscurata e tradita”, e che cerco di illustrare sinteticamente.
Un nuovo Soggetto politico baricentrato nel Territorio
Nella temperie del disorientamento e dell’arroganza diffusa, il nuovo soggetto si deve proporre come la Forza che traduce la visione riformista sapienziale nella pratica esperienziale e promuove l’autorealizzazione personale e la responsabile- felice partecipazione alla vita comunitaria, coniugando:
- l’empowerment soggettivo e l’altruismo sociale
- la valorizzazione dei talenti ed il riconoscimento della domanda di uguaglianza;
- la creazione di ricchezza e la condivisione del benessere.
Nel tumulto della crisi democratica e delle innovazioni scientifiche e tecnologiche, la bussola etica e culturale dev’essere costituita dalla mobilitazione cognitiva ed affettiva per un inedito ed entusiasmate Umanesimo digitale, promuovendo la visione ed i programmi che generano le enormi risorse necessarie per l’efficientamento delle Istituzioni e la realizzazione della prosperità nella vita di tutti cittadini, attraverso:
1. la reinvenzione dei modelli organizzativi, del management, delle professionalità e dei criteri di trasparenza ed accountability nella gestione di tutta la spesa e di tutti i servizi pubblici, a tutti i livelli, finalizzata ad ottimizzare l’uso degli strumenti e delle risorse finanziarie investite per la crescita economica e dare risposte efficaci alle domande sociali dei cittadini penalizzati dalle distorsioni nella distribuzione dei redditi.
2. Il rigoroso controllo e la certificazione del rapporto dare/avere di tutti i cittadini e di tutti gli Enti/Imprese con lo Stato, al fine di far emergere gli sprechi, le iniquità, le asimmetrie sociali/territoriali e le dissipazioni provocate da incompetenze, incuria e parassitismo di una classe dirigente burocratica e di nomenclature associative impreparate e disinteressate all’innovazione ed alla produttività.
La lettura illuminante ed aggiornata della realtà contemporanea che la pubblicazione ‘Il merito, il bisogno e il grande tumulto’ di Claudio Martelli ci offre, genera la consapevolezza e l’urgenza di avviare la ri-costruzione di uno schieramento unitario di tutte le forze associativo-culturali e partitiche per:
- Per la riaffermazione delle ragioni del liberalismo democratico inclusivo, comunitario e federalista;
- Per espandere le frontiere della soggettività attraverso la creatività artististica, scientifica, professionale, imprenditoriale;
- Per rinnovare e riorientare i modelli della partecipazione democratica e della responsabilità individuale in tutti i contesti organizzativi: Imprese, Partiti, Istituzioni per radicare e legittimare nel Territorio veneto e nell’intero Paese l’Alleanza sociale popolare e riformista.

Per chi voglia dedicarsi ad un approfondimento del ‘discorso’ fin qui sviluppato rinvio alla riflessione strutturata pubblicato a questo link.
