Nasce il Circolo Matteotti di Padova

Di Dino Bertocco

A Padova prende il via l’iniziativa per promuovere il Circolo Matteotti, un progetto dedicato alla rigenerazione etico-culturale della politica locale ispirata all’esperienza milanese. L’obiettivo è riscoprire e valorizzare le radici storiche del socialismo e del cattolicesimo popolare in Veneto, oggi messe in pericolo da un diffuso degrado culturale, senza però trasformarsi in un nuovo soggetto partitico.


E’ necessario ricordare che l’iniziativa nasce a seguire ed in sintonia con i promotori dell’esperienza milanese. Essa però se ne distingue per alcune precipue ragioni:

  • 1. Nel nostro territorio le radici familiari, la ‘predicazione’ e la Casa Museo a Fratta Polesine del martire rodigino costituisco un lascito diretto, ricco e vincolante per l’intera Comunità politica veneta, una fonte diretta di ispirazione e di orientamento prioritariamente etico.
  • 2. D’altra parte il degrado culturale e la perdita di memoria storica del prezioso patrimonio ideale del leader socialista assassinato dai fascisti e dei molti esponenti veneti del cattolicesimo popolare e del liberalismo democratico, da parte del ceto politico locale contemporaneo ridotto a mero apparato discendente e dipendente dal centralismo partitico romano, rende il progetto necessario per rivitalizzare l’attività di ricerca, formazione e divulgazione rivolta a motivare e preparare una nuova generazione di rappresentanti che la penosa vicenda delle candidature alle elezioni regionali, qualsiasi ne sarà l’esito, pone con palmare evidenza.
  • 3. Inoltre, non smetto mai di sottolineare che essa diventa l’approdo naturale della progettualità espressa con i due eventi realizzati dal Giornale del Veneto nel 2024 su ‘Civismo, Popolarismo e Sussidiarietà’ e nel 2025 su ‘Equità sociale. La visione riformista sapienziale oscurata e tradita’ con la presentazione del libro di Claudio Martelli.

In ogni caso è necessario precisare che il nascente Circolo non si propone di surrogare la funzione di alcuna forza partitica, bensì di rigenerare la conoscenza scientifica e storica delle basi culturali che sostengono ed orientano i programmi politici: spetterà ai promotori e responsabili della struttura a definirne i compiti e l’attività, avendo cura di stabilire un proficuo rapporto di collaborazione con i ‘partner’ milanesi e di partecipare al Network nazionale di organismi similari che configurano una mobilitazione cognitiva ed emotiva che si propone di superare la stagione del bipopulismo e della faziosità, da un lato, e dall’altro rialimentare le fonti esaurite del riformismo che si manifestano nell’assenza di uno schieramento credibile e pronto a rappresentare un’alternativa democratica al Governo della Destra.

iN ALLEGATO


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