Di Dino Bertocco

Dalla balle senili di Luca Zaia alle bolle giovanili di Alberto Stefani
E’ cambiata (in meglio) la narrazione leghista: archiviato l’usurato armamentario ideologico che per un ventennio ha consentito alla Lega del Veneto di irretire e manipolare l’opinione pubblica ed esercitare un potere clientelar-elettorale assoluto attraverso la Presidenza ‘monarchica’ di Luca Zaia, si è affacciato al Geox di Padova un candidato-principino ereditario animato da un fiero e sincero proposito di avviare un’inedita stagione politica in cui il mantra sarà costituito da un messaggio impregnato di sociale & comunità, baricentrato cioè su tutti quei temi e sulle questioni che la vulgata sull’autonomia aveva oscurato, ma che la realtà ostinata ripropone ed impone di affrontare a chi si candida per una nuova governance del Veneto.
Il linguaggio e la leadership di Alberto Stefani si presentano freschi, volitivi, persino fantasiosi e sorprendenti per un giovane della factory della Volpe Salvini, abile a bypassare le pretese continuiste del Gatto Zaia ed a dribblare le rivendicazioni meloniane di aggiudicarsi un proprio candidato.
Il discorso di investitura pronunciato dal parlamentare e Sindaco di Borgoricco, più che illustrare un programma è stato l’occasione per ‘annunciare’ un manifesto ricco di suggestioni e buoni propositi, sicuramente spiazzante per la platea leghista, con una notevole dose di velleitarismo, incartato però con una carica di entusiasmo e di passione civica che sono apparsi sinceri perché coniugati con un richiamo sottolineato ed insistito alla competenza degli amministratori comunali veneti tutti, sollecitati a praticare la virtù della sussidiarietà piuttosto che agitare la bandierina dell’autonomia.
Bisogna altresì aggiungere che sia nella autopresentazione che nel corso della campagna elettorale il candidato leghista ha avuto modo di indicare alcuni punti programmatici simbolici che confermano una visione strategica densa sia di implicazioni valoriali che di conseguenze concrete nella pianificazione e nelle policies: vedi in particolare il progetto di Servizio civile per i Giovani da coinvolgere con il training nella gloriosa Protezione Civile e l’impegno a ricostituire l’Assessorato al Sociale con la funzione (aggiungiamo noi) di recuperare il terreno perduto con la scelta della ‘sanitarizzazione’ della Programmazione e l’esautoramento delle Comunità locali nella governance socio-sanitaia territoriale.
Ed a tal proposito l’elenco degli obiettivi annunciati è apparso suggestivo, ma anche irrealistico se rapportato a scelte opportunistiche come quella di evitare l’applicazione del federalismo fiscale (strumento indispensabile per recuperare le risorse finanziarie necessarie a sostenere i servizi per affrontare la molteplicità delle nuove emergenze sociali) e/o demagogiche come quella annunciata da Salvini all’Assemblea, di modificare l’Isee che comporterà sicuramente effetti di iniquità e difficoltà gestionali.
Inoltre bisogna annotare a margine delle manifestazioni di entusiasmo e di sostegno che la candidatura di Alberto Stefani ha suscitato tra le fila leghiste ed anche oltre, essa è destinata ad incontrare notevoli resistenze nello schieramento di un Centrodestra all’interno del quale le delusioni e frustrazioni sono e saranno più numerose e pesanti delle promozioni.
Non solo: la pretesa di rappresentare la continuità della Governance di Zaia, senza operare alcuna analisi critica di un ventennio nel quale i lustrini e la propaganda hanno fatto aggio sulla mancanza di coraggio e di scelte su questioni strutturali e sulle emergenze accumulatesi in una stagione di declino demografico ed economico, presenterà il conto salato dei ritardi e delle incognite sul futuro immediato.
Per non aggiungere il gravame di tensioni e contraddizioni con cui il Veneto dovrà misurarsi, sia sul terreno delle annunciate riforme istituzionali che su quello della politica europea ed internazionale laddove le pulsioni leghiste filoputiniane e filo trumpiane eserciteranno un’influenza nefasta sugli interessi e sulla vocazione europeisti della nostra Regione.
Ma su tutto ciò avremo modo di ritornare, anche per ragionare su effetti e risposte che lo scenario determinato da Alberto Stefani comportano per il campo del Centrosinistra e per il suo Candidato-Presidente Giovanni Manildo.

Qui il video del discorso di Alberto Stefani
